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Anche la Coratina non ha la forza per resistere a Xylella fastidiosa


Confermate le prime indicazioni tecnico-scientifiche per gli olivicoltori, dalla conferenza in Corsica su Xylella fastidiosa; affiorano informazione e dati circa le risultanze scientifiche, sulla suscettibilità varietale, nazionale e internazionale, di olivo a Xylella fastidiosa.

La massima sensibilità è stata riscontrata per Cellina di Nardò e Ogliarola leccese, ma l’aspetto più preoccupante è che, anche altre due note e diffuse cultivar pugliesi si sono dimostrate sensibili a Xylella: Cima di Melfi e soprattutto Coratina.

Le osservazioni in campo di Coratina, in aree del salento, dimostrerebbero che la varietà principe dell'olivicoltura pugliese è capace di contrastare la patologia, ma solo per pochi anni, dopo di che viene soggiogata dal batterio ed è destinata a seccare.

Nei campi sperimentali in Salento, emerge che le varietà per l'olivicoltura superintensiva: Arbequina, Arbosana e Koroneiki, sono suscettibili anch'esse a Xylella fastidiosa.

Ad oggi non sono state rilevate varietà di olivo importanti, immuni alla patologia, ovvero capaci di non farsi contagiare dal batterio.

La corsa del batterio avanza verso nord, alla velocità di circa 40 chilometri all'anno.

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